Niemeyer ha accompagnato i disegni e il plastico
del progetto una dettagliata spiegazione: l'opera
non gli è apparsa facile da progettare, dato
il il terreno irregolare, stretto, con una inclinazione
trasversale molto accentuata. La preoccupazione
è stata di non creare un'opera costosa che
potesse implicare dei movimenti di terra non necessari.
Di qui la decisione di localizzare il parterre esattamente
secondo l'inclinazione data.
E il progetto ha cominciato a sorgere. L'ingresso
dell'auditorium, un grande salone aperto sul paesaggio,
un muro curvo e basso che crea il palcoscenico,
il parterre, il mezzanino e la cabina di proiezione.
Tutto qui.
L'entrata dell'auditorium protetta da una copertura
in forma spettacolare,per conferire al progetto
un aspetto nuovo, capace di creare la sorpresa desiderata.
Per consentire ai passanti di avere una veduta più
completa dell'auditorium, è stata disegnata
una piazza, arricchita dal panorama magnifico, potrà
costituire, indipendentemente dall'auditorium, un
luogo d'incontro di particolare interesse.
E così, nella sua modestia di genio assoluto,
Niemeyer chiude la sua descrizione: "E io mi
metto a immaginare, soddisfatto, questa piazza costruita,
degna - forse - della città di Ravello, una
delle più belle d'Italia".
Se si va sul posto preciso per il quale il progetto
è stato ideato, ci si rende conto della prodigiosa
adesione dell'opera al suo territorio: proprio come
se Niemeyer fosse sempre visuto a Ravello, ne avesse
assimilato lo stile e la cultura. Del resto, come
egli ha detto, "Nell'architettura l'intuizione
svolge un ruolo importante come la conoscenza"