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Locali e forestieri
In Italia, almeno da cinquant'anni a questa parte, il numero degli abitanti tende a crescere nelle città e tende a diminuire nei paesi. Continua, infatti, lo spostamento di persone dai monti verso le vallate, dall'interno verso le coste, dai centri più piccoli verso i centri più grandi.
Fanno eccezione le località turistiche di mare o di montagna, che presentano un diverso andamento demografico: si riempiono in alcune stagioni e si svuotano in altre. In queste aree più fortunate - come la nostra Costiera amalfitana - vi è un continuo interscambio di idee, usi e costumi tra la popolazione locale che ospita e la popolazione turistica che è ospitata, sicché, nella cultura che ne risulta, è ormai quasi impossibile riconoscere ciò che è venuto dall'esterno e ciò che è maturato dall'interno.
Però questo interscambio culturale è profondamente diverso a seconda del tipo di turismo. Semplificando al massimo, esistono almeno due tipi di turismo: quello che per comodità possiamo chiamare "consapevole" e quello che, sempre per comodità, possiamo chiamare "estraniato".

Il turismo "estraniato"
Si possono considerare "estraniati" quei turisti di massa che vengono portati dai tour operators in una determinata località e che vi sostano brevemente, quel tanto che basta a scattare qualche foto, mangiare un panino, comprare un souvenir.
Questo turista di massa ama il rumore, la calca, i fast food, il neon. Porta soldi ma devasta l'ordine, la tranquillità, la pulizia. Degrada civilmente la zona anche quando economicamente l'arricchisce, spinge gli abitanti a diventare miopi e rapaci.

Il turismo "consapevole"
Si possono invece considerare "consapevoli" quei turisti che scelgono intenzionalmente una certa località perché vi trovano un "pacchetto" combinato di vantaggi costituiti non solo dalla bellezza dei luoghi o dalla clemenza del clima, ma anche dalla rarità dei monumenti, dalla qualità della popolazione locale, dall'atmosfera invitante che vi regna. Essi apprezzano la privacy, il silenzio, la tranquillità, l'ordine, la pulizia, la genuinità, la riservatezza, la cordialità. Tendono a restare per molto tempo nella località turistica prescelta e a tornarvi ogni anno, fino a diventare "di casa" per la gente del luogo e costituire una specie di "popolazione di complemento", non del tutto radicata nella cittadinanza, ma neppure indifferente alla sua vita sociale.
A differenza del turismo "mordi e fuggi", quello "consapevole" ha esigenze più raffinate, rispetta molto di più i luoghi e spesso li valorizza, cerca di condividere la mentalità dei nativi, apprezza la reciproca "fertilizzazione" culturale.
Dalle nostre parti il turismo "consapevole" è stato attratto soprattutto da Capri, Sorrento, Positano e Ravello. In passato personaggi come Axel Munthe o Norman Douglas a Capri, Clavel a Positano, la colonia russa a Sorrento, Francis Navile Reid e Lord Grimthorpe a Ravello, hanno finito per imprimere un'impronta originale ai rispettivi paesi ospitanti: La stessa cosa è avvenuta a Ravello, negli anni più recenti, con la presenza assidua di Gore Vidal e quella frequente di Dieter Richter.

Una cultura mista e raffinata
Non sapremo mai se le trasformazioni che questi personaggi hanno indotto sono state maggiori o minori rispetto alle trasformazioni che hanno acquisito. Di sicuro, però, essi hanno dato vita a una cultura "mista", che distingue ormai questi paesi da tutti gli altri, rendendoli più aperti, raffinati, prestigiosi rispetto agli altri piccoli centri della Campania.
Ravello deve una parte notevole della sua attuale identità alla lunga presenza di Francis Navile Reid e di sua moglie. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento questi due filantropi scozzesi contribuirono alla modernizzazione del paese, insegnarono la coltivazione dei giardini e del baco da seta, diffusero uno stile raffinato di gusto anglosassone e convertirono alcuni giovani al protestantesimo, dando vita a un originalissimo sincretismo culturale.